HR & Recruiting

La cultura aziendale del leader

26 novembre 2018

Trovare il leader perfetto per un’azienda sembra essere un compito sempre più complesso.

Una volta verificate le skills fondamentali come competenze tecniche, problem solving, attitudine al team working ed empatia, è importante accertarsi che il futuro manager sia allineato alla cultura aziendale.

Il candidato può essere brillante e pieno di talento, tuttavia l’affinità con i valori aziendali conta più di qualunque altra cosa. Il rischio è quello di scontrarsi continuamente con un modello imprenditoriale non condiviso e pertanto poco adatto al miglioramento dell’attività aziendale.

La cultura e l’ideologia dell’impresa sono generalmente condivise dai dipendenti, è facile quindi capire quanto sia importante rappresentare gli ideali del proprio team, per una migliore collaborazione e un ambiente sereno.

Secondo Tomas Chamorro-Premusic, professore della Columbia University, associato presso Harvard’s Entrepreneurial Finance Lab, ci sono 3 ostacoli che possono impedire un dialogo ottimale tra manager e azienda. Vediamo quali sono.

  1. L’azienda deve essere consapevole della propria cultura

Prima di cercare un leader ideologicamente affine alle politiche dell’impresa, sarebbe meglio assicuratasi che valori e linee guida siano chiare, definite e uguali per tutti. L’errore più comune tra le Company, infatti, è quello di assumere una filosofia aspirazionale e non realistica, una lista dei desideri più che un quadro veritiero della cultura aziendale. Proporsi in modo errato, cercare di sembrare quello che non si è, fa perdere tempo e si corre il rischio di illudere le persone o attirare quelle sbagliate.

  1. Il futuro leader deve dichiarare subito i valori che sostiene

Quando la posta in gioco è alta e le aspettative sono elevate, mentire sulle proprie attitudini non è produttivo. Si rischia di incorrere in situazioni scomode o di trovarsi in un posto di lavoro che dopo poco tempo diventerà ostile e improduttivo. Se siete dei leader orientati verso l’innovazione e abituati a lavorare con modelli di business manageriali, evitate di proporvi per la gestione di un’ azienda artigianale fortemente legata alla tradizione, per esempio. Rischiereste di danneggiare sia voi stessi che l’impresa.  Meglio mettere subito in chiaro la propria personalità e la propria filosofia lavorativa, le metodologie di solito usate e i valori condivisi, in questo modo non ci saranno fraintendimenti e potrete essere onesti.

  1. Il cambiamento è positivo

Per un rapporto meno conflittuale tra nuovi leader ed imprese, è necessario essere predisposti al cambiamento. Cercare di comprendere le posizioni altrui, mettere in discussione se stessi, spesso può portare a risultati sorprendenti. I valori che sosteniamo non sono per forza immutabili, è possibile rendersi conto che certe linee guida funzionino meglio di altre in determinati casi. Intraprendere un percorso di ri-formazione è sempre un rischio ma il cambiamento è vitale e funzionale al progresso, sia da parte del leader, sia da parte dell’azienda.

Le imprese non devono temere di evolversi e di mettere in gioco i propri valori di un tempo, muovendosi verso una dimensione più contemporanea, viceversa i manager possono imparare qualcosa dalle politiche aziendali comprendendone a fondo l’essenza, con umiltà e determinazione. Il cambiamento è un processo lento e complesso, servono pazienza e costanza, ma anche solo iniziare a porsi delle domande sulla propria filosofia lavorativa può essere un inizio.

Metti i tuoi valori in gioco, impara dagli altri, la comprensione sta alla base del miglioramento.  Serve un po’ di fiducia in più!

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