Professioni

Personal trainer dell’orto: un diario di verdure

23 ottobre 2018

Meno gerani, più zucchine.

Se sognate in verde è in arrivo il mestiere giusto per voi.

Vasi di fiori e felci stanno pian piano abbandonando i balconi delle città, la causa di quest’estinzione di massa è l’arrivo di una nuova figura professionale che sta rivoluzionando il concetto di “green” urbano. Stiamo parlando del Personal trainer dell’orto.
Il concetto di orto metropolitano è sicuramente molto cambiato in questi ultimi anni, le persone hanno sempre più voglia di coltivare da sé gli ortaggi, autonomia e cibo sano diventano prerogative fondamentali per un orto a prova di balcone.

Ma cosa fa un personal trainer dell’orto?

Non coltiva la terra e non “sistema” il giardino, chiariamolo.
È un professionista che decide di condividere le proprie esperienze botaniche, insegnando l’arte del coltivare anche in ambienti lontani dalla vastità delle campagne.

Come si diventa personal trainer dell’orto?

Questo professionista ha solitamente fatto un percorso di studi agrari o agronomici. Può essere un imprenditore agricolo (meglio se orto vivaista), un vivaista, un tecnico agronomo, ma anche un architetto del paesaggio o ingegnere in ambiente e territorio.
Questo tipo di conoscenze sono importanti soprattutto nel momento in cui si va a lavorare in spazi pubblici o orti sociali, dove bisogna adattare un mestiere a esigenze sempre nuove.

Chi sono i suoi clienti?

Scuole, per i progetti formativi che coinvolgono i bambini, ma anche privati alle prese con piante di basilico indomabili, che vorrebbero qualcosa di più dai loro spazi verdi.
Oppure amministrazioni pubbliche, per seguire i sempre più diffusi progetti degli orti urbani.
Le richieste arrivano da tutt’Italia anche se vi è una maggior domanda al nord.

Quanto si guadagna? A chi rivolgersi per iniziare?

Si parla di circa 20 euro all’ora, un lavoro completo in cui un orto viene seguito in tutta la sua realizzazione può arrivare a “fruttare” circa 200 euro.
A chi rivolgersi per iniziare? È stata Coldiretti la prima a proporre corsi di formazione nel settore, al costo di 20 euro all’ora più iva, oggi gestisce la rete di Fondazione Campagna Amica. Sono 75 in tutta Italia i primi tutor che hanno usufruito dei corsi e che sono ora in grado di fornire la loro consulenza.

Cosa deve sapere un personal trainer dell’orto?

A parte conoscere tutti i segreti per un orto perfetto? Niente.
Aiutare i clienti a gestire e progettare il loro “verde”. Introdurre tecniche di coltivazione che si adattino alle situazioni più diverse. Essere in grado di mantenere in salute le piante in modo assolutamente naturale, senza l’uso di pesticidi.
E’ suo compito,inoltre, tenere corsi di gruppo o individuali, per trasmettere tutto quello che c’è da sapere per far sopravvivere un orto.
Dovrà conoscere in modo dettagliato il progetto orti urbani di campagna amica nelle sue differenti sfaccettature, dall’Orto amico in città (come fare gli orti nei terreni individuati dal comune e su richiesta dell’amministrazione pubblica) all’Orto amico in campagna (come fare gli orti in azienda), fino all’Orto amico a scuola (iniziative negli istituti scolastici). Ecco il link del sito ufficiale: www.campagnamica.it,
Per non farsi cogliere impreparati: una delle domande più frequenti è: “quanti tipi di orti ci sono?”

Un personal trainer preparato risponderebbe che dipende dalla quantità di balconi e terrazzi: fondamentalmente tanti.
Dall’orto portatile a quello verticale, dall’orto “riciclabile” a quello in terrazzo, da quello didattico a quello bio, nessun vegetale escluso.

Dal manuale del personal trainer dell’orto perfetto

Come convincere un cliente a credere che sia possibile far crescere qualsiasi cosa ovunque?
Sono tre le regole d’oro per avere un orto rigoglioso, ovunque esso si trovi:
1.Gli spazi vanno calcolati bene, soprattutto nei vasi. Non si possono piantare dieci pomodori in un metro quadrato sperando che almeno uno cresca.
2.tempi vanno pianificati, meglio non affidare alla vicina il vostro bagnafiori.
3. Ci vuole pazienza: sedetevi e guardate di quanti centimetri cresce il vostro sedano in un giorno.

Le persone hanno voglia di coltivare

ma mancano le conoscenze per poterlo fare. Non si tratta solo di dare consigli ma di rieducare, di rimettere l’uomo in contatto con la terra. Far riscoprire la gioia di poter raccogliere i frutti del proprio lavoro, anzi le verdure. Avere il pollice verde sta diventando sempre più conveniente. Chi l’avrebbe mai detto che con prezzemolo e terra sarebbe stato possibile salvare gli aridi balconi di città?

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