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Professioni

Queste 4 tendenze stanno trasformando il mondo del lavoro

18 febbraio 2019

Il mondo del lavoro sta attraversando un periodo di indiscutibile cambiamento: automazione e intelligenza artificiale stanno prendendo sempre più il sopravvento.

Per essere competitivi e fare la differenza, i datori di lavoro pretendono sempre di più dai loro dipendenti, così come questi si aspettano sempre di più dalle organizzazioni per cui lavorano.

Una survey globale condotta da LinkedIn tra 5000 professionisti delle risorse umane e hiring manager, unita all’analisi dei dati comportamentali, ha rilevato le quattro tendenze che molto probabilmente si verificheranno nel corso della nostra carriera lasciandovi un grosso segno.

1. L’importanza crescente delle soft skill

Le soft skill come empatia e creatività sono difficili da quantificare ma sono caratteristiche che i robot sicuramente non hanno. I recruiter hanno difficoltà a verificare che i candidati effettivamente abbiano le qualità trasversali che millantano nei colloqui di lavoro, proprio perchè queste sono non misurabili. Per questo motivo, software di assessment e intelligenza artificiale saranno sempre più impiegati nel processo di selezione per valutare queste competenze.

2. Lavorare in maniera flessibile

Non molto tempo fa’, lavorare da casa era un fenomeno raro e visto come un enorme vantaggio. Oggi, grazie proprio alla tecnologia, sta diventando una possibilità molto più comune tra i lavoratori. Chi riesce a organizzare il proprio lavoro attorno alla propria vita privata senza trascurare quindi impegni personali e uno stile di vita più positivo risulta essere più produttivo. La vera domanda è: “quanto ci impiegheranno le aziende a concedere modalità di lavoro più flessibile?”. In realtà, alcune aziende hanno già incominciato a capire quali sono i vantaggi che potrebbero trarre dalla flessibilità nel lavoro. Dell, ad esempio, pare abbia risparmiato in media 12 milioni di dollari l’anno da quando ha adottato un programma di lavoro flessibile.

3. Stop alle molestie

I datori di lavoro hanno un obbligo morale di proteggere il proprio staff dal bullismo e da tutte le forme di molestia. In alcuni casi, l’obbligo è anche legale. Ma è necessario favorire una cultura aziendale di sicurezza e supporto per riuscire a far funzionare le politiche anti-molestie. Nel 2017, il movimento #metoo ha spinto l’80% delle aziende ad agire in questo senso, adottando politiche di tolleranza zero e procedure più efficaci per denunciare gli incidenti.

4. Salari “trasparenti”

La maggior parte delle aziende mantiene segreti i salari del proprio personale e la conseguenza è che i dipendenti hanno una percezione distorta del proprio stipendio, credendo di essere sottopagati. Ovviamente, questo contribuisce ad alimentare sospetto, negatività e disaffezione. La tendenza al riserbo, però, potrebbe essere in dirittura d’arrivo. Infatti, secondo LinkedIn, dal 2014 si è registrato un aumento del 136% nella trasparenza salariale. L’obiettivo è garantire che tutti ricevano una paga adeguata alle proprie mansioni, costruire un clima di fiducia e ridurre i tempi di negoziazione.

Queste tendenze si stanno diffondendo con ritmi differenti nei diversi settori, ma per le aziende non riuscire ad adeguarsi ai cambiamenti significa perdere la “gara” per accaparrarsi i migliori talenti!

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